{"id":8213,"date":"2024-06-25T09:29:44","date_gmt":"2024-06-25T09:29:44","guid":{"rendered":"https:\/\/studiointra.it\/?p=8213"},"modified":"2025-08-26T16:53:02","modified_gmt":"2025-08-26T16:53:02","slug":"plain-language","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/k-demo.it\/intra\/plain-language\/","title":{"rendered":"Plain language: che cos\u2019\u00e8 e che impatto ha sulle traduzioni"},"content":{"rendered":"<p>Il plain language, in Italia, sembra quasi una novit\u00e0: scrivere chiaro sembra solo una delle ultime tendenze, un capriccio da lasciare agli intellettuali. Eppure, le raccomandazioni per un uso <strong>pi\u00f9 semplice e accessibile<\/strong> della lingua italiana hanno ormai una lunga storia. Scegliere e progettare bene le parole che usiamo ha un <strong>impatto<\/strong> sulla vita di ogni persona, in termini di praticit\u00e0, fiducia, democrazia, tempo e denaro. Da quest\u2019anno esiste anche uno standard ufficiale sul linguaggio chiaro che offre principi ed esempi per orientarsi.<\/p>\n<h2>Che cos\u2019\u00e8 il plain language, o linguaggio chiaro<\/h2>\n<p>Il plain language \u00e8 un <strong>approccio<\/strong> alla progettazione e alla scrittura dei testi. \u00c8 un metodo per creare <strong>testi chiari, utili, precisi, facilmente accessibili<\/strong>. Qualcuno lo ha definito \u201cscrittura minimalista\u201d, qualcun altro \u201ccomunicazione sobria\u201d.<\/p>\n<p>Il linguaggio chiaro si applica ai messaggi scritti, o agli script per produrre audio e video. Non si applica alle comunicazioni orali spontanee.<\/p>\n<p>Il linguaggio chiaro non va confuso con il <em>linguaggio facile<\/em>, un approccio studiato per le persone che hanno difficolt\u00e0 di lettura e comprensione: come vedremo, il linguaggio chiaro serve nelle comunicazioni verso un pubblico ampio.<\/p>\n<p>Studiato e praticato da decenni, il plain language da quest\u2019anno \u00e8 anche oggetto di uno standard internazionale, <a href=\"https:\/\/www.uni.com\/chiarezza-nel-linguaggio\/\">ISO 24495<\/a>, che definisce principi e linee guida. Lo standard \u00e8 stato redatto inizialmente in inglese, poi tradotto e localizzato con esempi d\u2019uso pertinenti in italiano.<\/p>\n<h4>Principi<\/h4>\n<p>La norma stabilisce 4 principi guida per chi progetta e produce testi:<br \/>\n1. La <strong>rilevanza<\/strong>, o pertinenza. Significa che chi riceve il testo trover\u00e0 le informazioni di cui ha bisogno: tutte le informazioni rilevanti, solo le informazioni rilevanti.<br \/>\n2. La <strong>reperibilit\u00e0<\/strong>. Significa che chi riceve il testo riuscir\u00e0 a trovare facilmente le informazioni di cui ha bisogno. Per rispettare questo principio occorre lavorare molto sulla progettazione <em>prima <\/em>di scrivere.<br \/>\n3. La <strong>comprensibilit\u00e0<\/strong>. Significa che chi riceve il testo riuscir\u00e0 a comprendere senza sforzo il contenuto. Si lavora qui sulla massima comprensibilit\u00e0 <em>possibile<\/em>, poich\u00e9 nessun testo pu\u00f2 essere comprensibile in assoluto.<br \/>\n4. L\u2019<strong>usabilit\u00e0<\/strong>. Significa che chi riceve il testo riuscir\u00e0 facilmente a usare le informazioni fornite per raggiungere i suoi obiettivi.<\/p>\n<h4>Ambiti di interesse<\/h4>\n<p>Il linguaggio chiaro \u00e8 un approccio che dovrebbe riguardare tutte le comunicazioni funzionali fra le persone, ossia le comunicazioni che hanno finalit\u00e0 pratiche. Si dimostra particolarmente importante e utile in questi ambiti:<\/p>\n<ul>\n<li>i rapporti fra la popolazione e la pubblica amministrazione,<\/li>\n<li>la relazione medico-paziente,<\/li>\n<li>la finanza,<\/li>\n<li>la divulgazione scientifica,<\/li>\n<li>le informazioni sui farmaci,<\/li>\n<li>la comunicazione tecnica,<\/li>\n<li>la comunicazione aziendale,<\/li>\n<li>la progettazione e la costruzione di siti web, app e software,<\/li>\n<li>le norme, i contratti e i testi di applicazione della giustizia.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Tipi di testi<\/h4>\n<p>Immaginiamo un testo qualsiasi con cui abbiamo avuto difficolt\u00e0 in passato. Sicuramente quel testo si sarebbe potuto scrivere in un linguaggio <em>pi\u00f9 <\/em>chiaro, pi\u00f9 <strong>usabile<\/strong>, e questo senza perdere <strong>precisione o autorevolezza<\/strong>. E-mail, messaggi automatici, pagine web, contratti, guide, manuali, articoli, moduli da compilare, ma anche audiodescrizioni, podcast e video. Le linee guida qui sopra fanno bene a tutti i testi, dai pi\u00f9 brevi ai pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n<h2>Per chi \u00e8 utile il linguaggio chiaro<\/h2>\n<p>Il linguaggio chiaro non serve (solo) per chi ha difficolt\u00e0 di comprensione. Il linguaggio chiaro \u00e8 una forma di comunicazione democratica utile a chiunque, perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 sperimentare <strong>difficolt\u00e0 diverse<\/strong> in diversi momenti e situazioni. Chi non ha mai fatto fatica a capire il foglietto illustrativo di un farmaco o le istruzioni d\u2019uso di un elettrodomestico? Chi non ha mai cercato informazioni su un argomento nuovo, scontrandosi con contenuti difficili da capire? Chi non ha mai fatto i conti con messaggi in cui mancavano parti fondamentali di informazioni?<\/p>\n<p>Il linguaggio chiaro serve a tutte le persone che, in uno specifico momento, hanno <strong>basse competenze<\/strong> o conoscenze su un argomento, leggono in una <strong>lingua<\/strong> per loro straniera, non hanno <strong>tempo<\/strong>, sono <strong>distratte<\/strong>, o magari sono in un contesto disagevole, ad esempio un luogo molto <strong>rumoroso<\/strong> o affollato. Chiunque di noi ha sperimentato almeno una di queste situazioni nella vita.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 \u00e8 utile<\/h2>\n<p>Nella cultura italiana, il linguaggio chiaro incontra resistenze che sono il risultato di <strong>abitudini e falsi miti<\/strong> consolidati per generazioni. Per molte persone \u00e8 difficile prendere consapevolezza dei <strong>costi nascosti<\/strong> di una comunicazione complessa, e dunque vedere i <strong>vantaggi<\/strong> di una scrittura chiara.<\/p>\n<ul>\n<li>Un testo chiaro fa risparmiare <strong>tempo<\/strong>: chi lo legge avr\u00e0 meno domande e dubbi a cui rispondere.<\/li>\n<li>Un testo chiaro fa risparmiare <strong>energie<\/strong>: chi legge potr\u00e0 riservare pi\u00f9 attenzione a svolgere correttamente un compito, a risolvere un problema, a rispettare regole o norme di sicurezza.<\/li>\n<li>Un testo chiaro ammette solo <strong>contenuti di valore<\/strong>: tolti gli orpelli, rimane solo la sostanza, che deve essere utile e di alta qualit\u00e0.<\/li>\n<li>Un testo chiaro fa risparmiare <strong>denaro<\/strong>: sar\u00e0 pi\u00f9 facile mantenerlo aggiornato nel tempo, organizzarlo, modificarlo o rielaborarlo. Inoltre, nei settori pi\u00f9 delicati, un testo chiaro si prester\u00e0 meno a reclami o contenziosi.<\/li>\n<li>Un testo chiaro <strong>migliora l\u2019immagine<\/strong> di chi lo scrive, fa fare \u201cbella figura\u201d, emana sincerit\u00e0 e disponibilit\u00e0, si fa ricordare.<\/li>\n<li>Un testo chiaro rende gli utenti o i clienti pi\u00f9 <strong>soddisfatti<\/strong>, bendisposti e collaborativi. Riduce le discriminazioni e la disinformazione e aumenta la partecipazione della cittadinanza.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Plain language in altre lingue e in altri paesi<\/h2>\n<p>In Italia, il problema della comunicazione istituzionale e professionale esiste da secoli: Manzoni, nel romanzo <em>I promessi sposi,<\/em> disegna il personaggio dell\u2019Azzecca-garbugli, avvocato ambiguo e vigliacco, che lascia il povero Renzo nella confusione e nella sfiducia verso chi dovrebbe difenderlo da un\u2019ingiustizia.<br \/>\nNonostante le proteste anche illustri (il famoso testo di Italo Calvino sull\u2019<em>Antilingua <\/em>\u00e8 del 1965), nonostante i tanti studi universitari e le raccomandazioni autorevoli, spesso pensiamo ancora che scrivere difficile sia un modo per mostrare competenza e autorevolezza. Purtroppo, in questo modo creiamo solo <strong>frustrazione<\/strong> in chi legge.<br \/>\nQuesto atteggiamento genera nell\u2019utenza il sospetto di essere <strong>manipolata<\/strong>, imbrogliata, svantaggiata. Sospetto a volte fondato, dato che queste modalit\u00e0 comunicative, esasperate, sono tipiche anche dei paesi in cui il <strong>livello di democrazia<\/strong> \u00e8 basso o inesistente.<\/p>\n<p>In altre lingue e culture, il plain language \u00e8 la <strong>normalit\u00e0<\/strong>. In molti Paesi dell\u2019Europa occidentale, sin dagli anni \u201990 esistono enti per la promozione del linguaggio chiaro. I siti web delle istituzioni del<strong> Regno Unito<\/strong> sono esempi molto studiati e noti per la loro facilit\u00e0 d\u2019uso e chiarezza. In <strong>Svezia<\/strong> il linguaggio chiaro \u00e8 richiesto per tutti i testi istituzionali: esiste un organismo incaricato di verificare la comprensibilit\u00e0 e l\u2019usabilit\u00e0 di norme e comunicazioni prima della pubblicazione. In questi sistemi culturali, le persone hanno pi\u00f9 <strong>fiducia<\/strong> nelle istituzioni e nella professionalit\u00e0 degli esperti, possono accedere alle informazioni necessarie, sono pi\u00f9 <strong>consapevoli<\/strong> dei propri diritti e doveri.<\/p>\n<p>Non esistono lingue predisposte alla chiarezza e lingue destinate alla confusione e alla complessit\u00e0: esistono <strong>abitudini e atteggiamenti<\/strong> che possiamo scegliere con responsabilit\u00e0, in qualsiasi lingua.<\/p>\n<h2>Il linguaggio chiaro incide sulle traduzioni<\/h2>\n<p>Nel 1998, i traduttori in servizio presso le istituzioni europee iniziarono a promuovere il plain language in opposizione al cosiddetto \u201ceuroburocratese\u201d: il linguaggio complicato, pomposo e inaccessibile che andava ancora di moda nei testi normativi dell\u2019Unione europea. Il burocratese rendeva i testi <strong>difficili da tradurre<\/strong>, rallentava i processi, <strong>complicava l&#8217;integrazione.<\/strong> Da molti anni lo stile dei regolamenti e delle norme \u00e8 migliorato grazie a un lavoro attento e preciso di professionisti e professioniste di settori diversi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che l\u2019iniziativa sia partita dai traduttori, chiamati a \u201cdigerire\u201d i testi per poterli rielaborare in un\u2019altra lingua. Anche in tempi di automazione, <strong>ci\u00f2 che non si capisce non si pu\u00f2 tradurre<\/strong>. Se creiamo <a href=\"https:\/\/studiointra.it\/servizi\/editing-di-testi-italiani\/\">testi destinati alla traduzione<\/a>, adottare un linguaggio chiaro \u00e8 ancora pi\u00f9 importante e vantaggioso: chi traduce avr\u00e0 meno domande e dubbi, potr\u00e0 fornire un lavoro di qualit\u00e0 superiore e con tempi e costi inferiori.<\/p>\n<p>E proprio in tempi di automazione, seguire i principi del plain language permette di creare testi pi\u00f9 <strong>facilmente processabili<\/strong> dai <a href=\"https:\/\/studiointra.it\/machine-translation-possibilita-e-limiti\/\">sistemi di traduzione automatica<\/a>. Le traduzioni richiederanno meno interventi di correzione e revisione e si potranno <strong>organizzare, archiviare, aggiornare e gestire<\/strong> con pi\u00f9 rapidit\u00e0 e meno impegno.<\/p>\n<h2>Come adottare il plain language<\/h2>\n<p>Oggi le persone sono <strong>sovraccariche di informazioni e distrazioni<\/strong> e hanno una soglia di concentrazione sempre pi\u00f9 bassa: il linguaggio chiaro diventa quasi un obbligo per raggiungere l\u2019attenzione di qualcuno.<\/p>\n<p>Il linguaggio chiaro non va associato a una scrittura poco attenta: al contrario, <a href=\"https:\/\/studiointra.it\/scrittura-professionale-efficace\/\">scrivere semplice \u00e8 difficile<\/a>, richiede competenze e molto lavoro. Ci permette per\u00f2 di chiarire subito che relazione vogliamo stabilire con chi ci legge.<\/p>\n<p>Per seguire i principi proposti dallo standard ISO \u00e8 fondamentale <strong>immedesimarsi<\/strong> nelle categorie di persone che riceveranno il testo, chiedendosi: di che informazioni hanno realmente bisogno? Quali <strong>conoscenze<\/strong> hanno gi\u00e0, sul piano linguistico e dei contenuti? Cosa dovranno fare con questo testo? In che <strong>situazione<\/strong> leggeranno o ascolteranno queste parole?<\/p>\n<p>Come fare allora?<\/p>\n<ul>\n<li>Immaginare le <strong>reazioni<\/strong>, i possibili ostacoli, le competenze mancanti dei nostri interlocutori<\/li>\n<li>Progettare bene il testo, <strong>distribuire<\/strong> le informazioni in modo logico<\/li>\n<li>Fare attenzione agli aspetti grafici e di <strong>impaginazione<\/strong><\/li>\n<li>Tenere in considerazione tutti gli altri testi o documenti che gravitano attorno a un testo nuovo<\/li>\n<li>Creare coerenza ed evidenziare i rapporti logici tra le frasi<\/li>\n<li>Identificare i termini specifici di un settore, i cosiddetti <strong>tecnicismi<\/strong>: sono tutti necessari? Per quelli necessari, assicurarsi di inserire una spiegazione.<\/li>\n<li>Far <strong>revisionare<\/strong> i testi e <strong>condurre delle prove<\/strong> su campioni di lettori. Anche far tradurre il proprio testo pu\u00f2 essere un buon banco di prova: chi traduce deve scavare in profondit\u00e0 nel testo e individua subito tutti i punti critici in cui mancano chiarezza e precisione.<\/li>\n<li>Per un lavoro davvero ben fatto, si possono utilizzare alcuni <strong>strumenti informatici<\/strong> che analizzano la leggibilit\u00e0 e danno consigli su come migliorare lo stile in base al proprio pubblico e al proprio scopo. Si tratta di strumenti professionali raffinati, elaborati da linguisti, non di algoritmi generici e poco affidabili, ma il test sul campo \u00e8 comunque necessario.<\/li>\n<li>Continuare a <strong>testare<\/strong> i documenti per tutto il tempo in cui vengono utilizzati, raccogliere le impressioni e le segnalazioni degli utenti, <strong>continuare a migliorare<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cNell\u2019antilingua i significati sono costantemente allontanati, relegati in fondo a una prospettiva di vocaboli che di per se stessi non vogliono dire niente o vogliono dire qualcosa di vago e sfuggente. [\u2026] La motivazione psicologica dell\u2019antilingua \u00e8 la mancanza d\u2019un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l\u2019odio per se stessi.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Italo Calvino, L\u2019antilingua, Il Giorno, 3 febbraio 1965<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il plain language, in Italia, sembra quasi una novit\u00e0: scrivere chiaro sembra solo una delle ultime tendenze, un capriccio da lasciare agli intellettuali. Eppure, le raccomandazioni per un uso pi\u00f9 semplice e accessibile della lingua italiana hanno ormai una lunga storia. 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