
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti per Emanuela Cardetta	</title>
	<atom:link href="https://k-demo.it/cardetta/it/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://k-demo.it/cardetta/homepage/</link>
	<description>Interprete e traduttrice</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Sep 2021 08:46:42 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Commenti su Ai clienti è meglio dare del tu o del lei? di Emanuela Cardetta		</title>
		<link>https://k-demo.it/cardetta/del-tu-o-del-lei/#comment-425</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Cardetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 08:46:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.emanuela-cardetta.com/?p=5944#comment-425</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://k-demo.it/cardetta/del-tu-o-del-lei/#comment-419&quot;&gt;Alberto Ragazzi&lt;/a&gt;.

Caro signor Ragazzi, o caro Alberto, 
grazie del suo commento (per un problema tecnico del sito l&#039;ho ricevuto solo ora e me ne scuso). Sono assolutamente d&#039;accordo con il suo punto di vista, che arricchisce moltissimo la tematica che avevo proposto. 

Il campo d&#039;analisi del mio intervento era però, a dire il vero, molto più limitato e quando ho scritto che &quot;nei paesi di lingua anglofona il problema non sussiste: esiste solo la forma you quindi non c’è differenza tra darsi del lei e del tu&quot; intendevo concentrarmi esclusivamente sull&#039;utilizzo del pronome formale/informale nelle quattro lingue prese in analisi.

Concordo pienamente sul fatto che la formalità e l&#039;informalità si esprimono anche (e soprattutto) a livelli diversi e certamente la dinamica del dare del &quot;tu&quot; o del &quot;lei&quot; cambia da cultura a cultura e da persona a persona. E come scrivevo sul post, sono d&#039;accordo anche sull&#039;approccio che descrive lei del mantenere una zona di rispetto, che poi si fa sempre in tempo ad accorciare. Grazie ancora del contributo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://k-demo.it/cardetta/del-tu-o-del-lei/#comment-419">Alberto Ragazzi</a>.</p>
<p>Caro signor Ragazzi, o caro Alberto,<br />
grazie del suo commento (per un problema tecnico del sito l&#8217;ho ricevuto solo ora e me ne scuso). Sono assolutamente d&#8217;accordo con il suo punto di vista, che arricchisce moltissimo la tematica che avevo proposto. </p>
<p>Il campo d&#8217;analisi del mio intervento era però, a dire il vero, molto più limitato e quando ho scritto che &#8220;nei paesi di lingua anglofona il problema non sussiste: esiste solo la forma you quindi non c’è differenza tra darsi del lei e del tu&#8221; intendevo concentrarmi esclusivamente sull&#8217;utilizzo del pronome formale/informale nelle quattro lingue prese in analisi.</p>
<p>Concordo pienamente sul fatto che la formalità e l&#8217;informalità si esprimono anche (e soprattutto) a livelli diversi e certamente la dinamica del dare del &#8220;tu&#8221; o del &#8220;lei&#8221; cambia da cultura a cultura e da persona a persona. E come scrivevo sul post, sono d&#8217;accordo anche sull&#8217;approccio che descrive lei del mantenere una zona di rispetto, che poi si fa sempre in tempo ad accorciare. Grazie ancora del contributo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Ai clienti è meglio dare del tu o del lei? di Alberto Ragazzi		</title>
		<link>https://k-demo.it/cardetta/del-tu-o-del-lei/#comment-419</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Ragazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2021 02:32:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.emanuela-cardetta.com/?p=5944#comment-419</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://k-demo.it/cardetta/del-tu-o-del-lei/#comment-291&quot;&gt;Emanuela Cardetta&lt;/a&gt;.

Cara signora Cardetta, sono incerto, forse preferisce cara Emanuela,  la mia non vuole essere una discussione isterica ma una pacata chiacchierata che tenda a convincere di correttezze formali pur nell&#039;ambito dell&#039;evoluzione sociale. La differenza in inglese,  mi dispiace contraddirla, esiste eccome!  Consideri le due frasi: &quot;I ask you, mistress Cardetta, about your ...&quot; e &quot;I ask you, Emanuela, about your...&quot; oppure le altre due forme di presentazione: &quot;Hello, I am mister Ragazzi&quot; e &quot;Hello, I am Alberto&quot; le due forme differiscono eccome! Nella prima forma - e ora il discorso vale anche per l&#039;italiano - è come se io tenessi un gradino in più di distanza,  che potrà ovviamente essere annullato da un successivo accordo - tacito o esplicito - di passaggio alla seconda forma che invece è più amichevole, ma ho bisogno di esprimere mentalmente un&#039;accettazione, un accordo, su questo passaggio alla forma più amichevole che avviene attraverso una valutazione soggettiva che autorizza me stesso a raccorciare la distanza formale. Se inizio con il tu,  non mi resta più zona di rispetto (in italiano rispetto significa anche distanza prudenziale, esempio: &quot;nell&#039;avvicinarmi a un precipizio mi tengo una zona di rispetto per evitare di cadere&quot;) e fare marcia indietro nella relazione formale diventa poi difficile e può suonare offensivo. Invece se parto con il &quot;lei&quot; mi conservo la possibilità di passare al &quot;tu&quot; o di mantenere il &quot;lei&quot; se non sono convinto che il mio interlocutore possa o meno approfittare della familiarità  concessa. 
Insomma, non so se mi sono spiegato: andare in avanti è possibile con facilità,  reimmettere una distanza una volta annullata è molto più difficile. E di tutto questo non ne farei una questione di età ma di educazione che protegge noi stessi. Poi in pratica spesso si abbandona questa forma, ma converrà che potrebbe imbarazzare. Grazie per l&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://k-demo.it/cardetta/del-tu-o-del-lei/#comment-291">Emanuela Cardetta</a>.</p>
<p>Cara signora Cardetta, sono incerto, forse preferisce cara Emanuela,  la mia non vuole essere una discussione isterica ma una pacata chiacchierata che tenda a convincere di correttezze formali pur nell&#8217;ambito dell&#8217;evoluzione sociale. La differenza in inglese,  mi dispiace contraddirla, esiste eccome!  Consideri le due frasi: &#8220;I ask you, mistress Cardetta, about your &#8230;&#8221; e &#8220;I ask you, Emanuela, about your&#8230;&#8221; oppure le altre due forme di presentazione: &#8220;Hello, I am mister Ragazzi&#8221; e &#8220;Hello, I am Alberto&#8221; le due forme differiscono eccome! Nella prima forma &#8211; e ora il discorso vale anche per l&#8217;italiano &#8211; è come se io tenessi un gradino in più di distanza,  che potrà ovviamente essere annullato da un successivo accordo &#8211; tacito o esplicito &#8211; di passaggio alla seconda forma che invece è più amichevole, ma ho bisogno di esprimere mentalmente un&#8217;accettazione, un accordo, su questo passaggio alla forma più amichevole che avviene attraverso una valutazione soggettiva che autorizza me stesso a raccorciare la distanza formale. Se inizio con il tu,  non mi resta più zona di rispetto (in italiano rispetto significa anche distanza prudenziale, esempio: &#8220;nell&#8217;avvicinarmi a un precipizio mi tengo una zona di rispetto per evitare di cadere&#8221;) e fare marcia indietro nella relazione formale diventa poi difficile e può suonare offensivo. Invece se parto con il &#8220;lei&#8221; mi conservo la possibilità di passare al &#8220;tu&#8221; o di mantenere il &#8220;lei&#8221; se non sono convinto che il mio interlocutore possa o meno approfittare della familiarità  concessa.<br />
Insomma, non so se mi sono spiegato: andare in avanti è possibile con facilità,  reimmettere una distanza una volta annullata è molto più difficile. E di tutto questo non ne farei una questione di età ma di educazione che protegge noi stessi. Poi in pratica spesso si abbandona questa forma, ma converrà che potrebbe imbarazzare. Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Ma il ceco e lo slovacco non sono la stessa lingua? di Emanuela Cardetta		</title>
		<link>https://k-demo.it/cardetta/ceco-e-slovacco/#comment-389</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Cardetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 09:15:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.emanuela-cardetta.com/?p=6398#comment-389</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://k-demo.it/cardetta/ceco-e-slovacco/#comment-388&quot;&gt;Lucia&lt;/a&gt;.

Golosona!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://k-demo.it/cardetta/ceco-e-slovacco/#comment-388">Lucia</a>.</p>
<p>Golosona!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
